Giorno 30 - Varanasi raccontata da Carlo
Ho pensato di pubblicare qui anche il racconto che Carlo ha pubblicato sul suo profilo Facebook. È scritto molto bene e descrive la giornata del 30 Dicembre
Siamo in dicembre, cavolo e` quasi Capodanno, ma qui proprio non ha senso parlare di Capodanno.
La giornata inizia presto, molto presto. Alle 4:30 di stamattina io e Gabriele siamo stati svegliati in modo molto brusco da rumori di colpi contro la portafinestra e urla selvagge. Un branco di 5 o 6 scimmie si azzuffavano furiose proprio sul nostro terrazzo e sui tetti intorno a noi, ma sembrava di averle in camera, tant`e` che mi sono alzato a rinforzare la piccola grata del bagno.
Il parapiglia e` durato una mezzora. Ora pace? Figurati, alle 5 e` iniziata la preghiera nel centro indu` di fronte alla guesthouse. Poco male, alle 5:30 abbiamo appuntamento con la guida.
Puntuali insieme a un gruppo di ragazzi italiani (italiani puntuali??) e una famiglia russa partiamo alla volta del Gange per le strade ancora buie.
Il fiume ci accoglie sonnolento al solo rumore di sirene lontane e delle nenie dei pochi sparuti pellegrini che si tuffano nelle sporche e fredde acque. Felpa e giubotto pesante sono d`obbligo.
Un barcaiolo si sveglia sulla prua di quel rudere a remi che ci avrebbe portato a conoscere un altra fetta di questo mondo tanto lontano quanto affascinante e terrificante.
Restiamo fermi, in silenzio tutti quanti, 9 anime sedute sulle assi umide di una barca coi remi di bambu` legati alla meglio, con il legno che scricchiola a ritmo incalzante e monotono.
I ghat, che si alternano tra un anfratto e l`altro, sono le scalinate che portano dai templi sovrastanti al fiume, con piccoli spiazzi dove le salme vengono salutate per l`ultima volta dal corteo funebre. E` ancora buio ma si vedono sulla riva i fuochi sempre accesi per la cremazione dei fortunati che sono riusciti a raggiungere la citta` sacra per poter evitare la reincarnazione ed entrare in paradiso.
Le famiglie piu` ricche possono permettersi grandi pire di legno di sandalo, famiglie meno abbienti purtroppo si devono accontentare.
Il fiume porta con se` un po` di tutto purtroppo, anche carcasse di animali. Ma tutto cio` fa parte di questo mondo, cosi` come le luci delle candele che si lasciano portare via dalla corrente, una luce timida e densa di mistero che comincia a filtrare da un cielo carico di umidita`. Il nostro amico continua a remare inesorabile, magro come un chiodo, ma senza trasparire il benche` minimo accenno di fatica.
Qualcuno fa fotografie, gli altri restano in silenzio, occhi sbarrati ad osservare cio` che succede sulla riva.
I pellegrini gia` pronti sulla riva per la purificazione mattutina, una campana in mano a un santone tutto bianco che scandisce il tempo, qualche candela o fiaccola.
I santoni, supportati da piccoli crocchi di persone, si fermano come in trance, mentre altri si immergono nelle fetide acque. Passa un`ora, il sole di un colore rosso acceso incombe sulla sponda opposta e ormai siamo tornati alla nostra riva. Poche parole da parte di tutti e anche da parte mia.
Una colazione abbondante ci accompagna verso il giorno pieno, e alle 10:30 invece di tornare a letto come previsto, ci avventuriamo con una gentilissima guida per le strade della citta` antica.
Cerchiamo di capire qualcosa di questa religione cosi` complessa mentre attraversiamo le strade con le solite vacche ormai nostre amiche, e tra i templi nei quali entriamo ovviamente senza scarpe. Statue e raffigurazioni molto fini e ben conservate di divinita` come Visnu`, Shiva, Ganesh, Brahma, Kali` (la piu` terrificante ma conosciuta), si trovano ovunque, tra le case, sugli apprezzabili fregi delle guglie, sugli stipiti delle porte, e agli angoli di stretti vicoli alternati a giganteschi alberi sui quali vivono a branchi le scimmie.
Un salto all`antico tempio indu` trasformato in moschea all`epoca dell`invasione Mogul, e direi che tutti quanti siamo cotti a puntino, il riposo e` d`uopo.
Lascero` parlare molto le fotografie d`ora in poi. Non finiro` mai di ripetere quanto cruda sia la realta` di questo paese, dove la morte non viene temuta ma celebrata, dove il sacro e` sacro e non incontra mai il profano, dove ogni uomo donna o bambino sa che il domani potrebbe non arrivare.
Raccontare l`India per ora e` difficile, ad essere sincero non so a cosa penso quando vedo cose bellissime e cose terribili (che evito di raccontare) una a fianco dell`altra.
Non e` una vacanza, e` un viaggio nello spirito, chi lo dice non esagera ve lo garantisco.
Domani lasceremo questo posto.
Namaste`
Carlo


